Modena – Taxi – "Urla del Silenzio"

E dagli ai taxisti!
Anche io, taxista benestante e fascista secondo la nomea manichea appioppataci dai giornalisti italiani, vorrei fare il giornalista… Peccato che bisogni essere iscritti a un certo albo… Per fare la morale agli altri bisognerebbe partire dal proprio ambito.
Anche io, titolare di licenza taxi del mio Comune, trovandomi al terzo anno di crisi e avendo registrato un calo di fatturato del 20% per il terzo anno consecutivo, vorrei fare a meno della limitazione della territorialità e andare a lavorare nella vicina Bologna munita di Fiera con la F maiuscola e di aeroporto. Ma il mio è un servizio pubblico comunale e devo fornirlo giustamente ai cittadini di Modena.
Ma voi giornalisti tuttologi lo sapete che il servizio taxi è uno dei pochi servizi pubblici per il quale il Pubblico non spende un euro? Lo sapete che i taxisti il più delle volte hanno investito cospicui risparmi familiari e affrontato pesanti indebitamenti per fare questo mestiere?
Lo sapete insomma che non state parlando del diavolo in persona ma di “persone in carne e ossa” come disse un giornalista con la G maiuscola del Manifesto ai tempi della crociata di Bersani?
La saluto precisandole che io non sono nè benestante nè fascista, ho invece un mutuo ventennale per la prima casa, un altro mutuo che ho contratto per problemi di liquidità, due figli disoccupati, e per finire non sono del Pdl.
Tiro la cinghia tutti i giorni e non sopporto chi mi descrive come un nemico sociale.

Smettetela di descrivere e dividere la società in buoni e cattivi, non siamo negli Anni Cinquanta!

Antonio
Taxi di Modena

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