Corte di Giustizia UE: “Bloccare Uber non è illegale”

L’Ue: gli Stati possono bloccare Uber, non è illegale

Corte di Giustizia UE: "Bloccare Uber non è illegale"L’avvocato generale della Corte di Giustizia Europea: «I paesi non sono tenuti a notificare il progetto di legge alla Commissione». La società ora rischia di vedersi chiudere il mercato europeo del trasporto passeggeri

Uber è una società che eroga servizi di trasporto, materia di competenza non esclusiva dell’Ue, che permette quindi agli Stati membri di agire senza dover comunicare a Bruxelles le misure varate. Il servizio di taxi alternativo, quindi, si può bloccare e la decisione della Francia di «spegnere» Uberpop è legale. Lo ha stabilito l’avvocato generale della Corte di giustizia dell’Ue, Maciej Szpunar, le cui conclusioni generali confermano un’impostazione di principio già espressa a maggio in un altro caso riguardante la stessa Uber, che a questo punto rischia di vedersi chiudere il mercato europeo del trasporto passeggeri.

In Francia Uberpop è stato vietato perché ritenuto contrario alle norme e alle pratiche regolamentate dalle leggi per il settore trasporti. Uber France ha fatto ricorso. La società opera attraversoCorte di Giustizia UE: "Bloccare Uber non è illegale" una piattaforma elettronica che permette con l’ausilio di uno smartphone munito della relativa applicazione, di richiedere un servizio di trasporto urbano. È su questo che è nata una battaglia legale, con la società di trasporto passeggeri che ha giocato la carta della direttiva relativa ai servizi della società d’informazione. È una normativa che disciplina la fornitura di servizi in via elettronica, nel rispetto della libera circolazione di beni e servizi. Ma l’avvocato generale non è di questo avviso: Uber fornisce trasporti, e i servizi d’informazione non c’entrano. Non un’opinione di poco.

Trattati alla mano, l’Ue ha competenza esclusiva nella definizione delle regole necessarie al funzionamento del mercato interno, ma non ha competenza esclusiva in materia di trasporti, che è condivisa con gli Stati. Vuol dire, in sostanza, che gli Stati membri «possono vietare e sanzionare l’esercizio illegale di un’attività di trasporto come quella di Uberpop senza essere tenuti a notificare previamente il progetto di legge alla Commissione».




 

Verso la condanna definitiva

Le conclusioni generali non sono mai vincolanti né producono effetti legali. La Corte Ue può non tenerne conto. Tuttavia l’avvocato generale ha considerato il caso Uber anche qualora i giudici dovessero pronunciarsi in modo diverso, anche se si dovesse riconosce che Uber non fornisce servizi di trasporto ma e un servizio della società d’informazione.

In tali circostanze, l’avvocato generale conclude che la decisione di vietare e sanzionare l’attività di un intermediario come Uber nell’esercizio illegale di un’attività di trasporto «non costituisce una regola tecnica ai sensi della direttiva, cosicché neppure in tal caso sarebbe necessario notificare il progetto di legge alla Commissione non sono tenuti a notificare alla Commissione, ma possono agire prima di comunicare le misure». Insomma, l’Europa blocca Uber.

Già a maggio sempre l’alto avvocato generale Maciej Szpunar aveva dato torto a Uberspagna per la causa sollevata in Spagna, sostenendo che Uber eroga servizi di trasporto. Uber potrebbe dunque vedersi negare permessi e accessi al mercato in Spagna e Francia. I due casi sono due casi diversi, ma data la natura dei dossier a Lussemburgo non si esclude che la Corte possa emettere le due sentenze nello stesso momento, comunque non prima dell’autunno.

Da parte sua Uber fa sapere: «Abbiamo visto il commento e attendiamo la decisione finale nel corso dell’anno. Questo caso si riferisce ad una legge francese del 2014 relativa a servizi tra privati che non sono più attivi dal 2015. Oggi Uber opera in Francia unicamente con autisti professionisti muniti di licenze».

Fonte : La Stampa
articolo di: Emanuele Bonini

 




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